UN SECOLO DI SOMMERGIBILI

Un secolo di sommergibili

Tra gli stabilimenti facenti oggi parte del gruppo Fincantieri, quelli di Muggiano e Monfalcone sono quelli che possono vantare la maggior esperienza nel campo della costruzione di sommergibili.

La prima unità di questo tipo varata al Muggiano è stato il “Foca” nel lontano 1907 e consegnata due anni dopo; fino alla Grande Guerra il cantiere spezzino è stato il principale produttore italiano di questo tipo di mezzi.

Durante il Ventennio la politica di potenziamento dell’arma subacquea portò ad una forte ripresa di questo tipo di costruzioni a partire dalla seconda metà degli anni Venti. Le commesse furono assegnate principalmente agli stabilimenti di Monfalcone, Muggiano e Taranto. In questo periodo il cantiere monfalconese fece la “parte del leone” con ben 63 sommergibili consegnati di cui 61 alla Regia Marina (tra questi spiccano i quattro grandi sommergibili oceanici della classe “Ammiragli”).

Il tragico epilogo della Seconda Guerra Mondiale e il successivo trattato di pace bloccarono la produzione sommergibilistica italiana. Infatti le clausole del trattato di pace vietavano all’Italia sia di possedere, sia di costruire sommergibili. Con l’adesione del nostro paese alla NATO questo blocco venne meno ela MarinaMilitareItaliana poté dotarsi di nuovo di unità di questo tipo; all’inizio la ricostruzione della flotta subacquea avvenne grazie alla cessione da parte degli Stati Uniti di loro vecchie unità, mentre a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta riprese la costruzione a Monfalcone di sommergibili con la realizzazione delle quattro unità della classe “Toti”, consegnate tutte nel corso del 1968.

Con gli anni Settanta iniziarono gli studi per una nuova classe di battelli più grandi; quest’attività portò alla fine l’ordine, sempre al cantiere di Monfalcone, dei sommergibili della classe “Sauro”. I primi due facenti parte della prima serie furono consegnati tra il 1979 e il 1980. Successivamente furono completate alte tre coppie di sommergibili di questa classe (II, III e IV serie) tra gli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta che garantirono una significativa continuità di ordini di questo tipo sempre per il cantiere monfalconese. Con la consegna del “Gianfranco Gazzana Priaroggia” nel 1995 ebbe termine l’attività della sezione militare dello stabilimento di Panzano; infatti con l’esplosione degli ordini di navi da crociera si decise di concentrare l’attività produttiva di questo stabilimento sull’esclusiva realizzazione di “navi bianche”. In seguito a questa decisione la linea sommergibili monfalconese fu trasferita allo stabilimento di Muggiano che riprese dopo circa sessant’anni la costruzione di questo tipo d’unità. La consegna tra il 2006 e il 2007 dei battelli della classe U212A, “Salvatore Todaro” e “Scirè”, ha permesso al cantiere spezzino di raggiungere il significativo primato di 100 sommergibili realizzati. Con la recente commessa di altre due unità di questa classe lo stabilimento di Muggiano si prepara ad una nuova sfida nel campo delle costruzioni militari che sarà sicuramente in grado di vincere grazie al know-how acquisito in questi anni.

di

Matteo  Martinuzzi

pubblicato su Fincantieri News (settembre 2008) .

Storico navale

A CENTURY OF SUBMARINES

Among the plants that at these days are being part of Fincantieri Group, the Muggiano and the Monfalcone are the ones with the most importante experience in the construction of submarine units.
The first one, named “Foca”, launched in Muggiano in 1907, was delivered two years later in 1909. Until the First World War the La Spezia shipyard was the leading Italian manufacturer on this type of units.
During the Fascist the strengthening policy applied to the underwater weapons led to a strong recovery of this type of construction especially in the second half of the twenties.
The orders were assigned mainly to the Monfalcone, Muggiano and Taranto plants.
In this period the Monfalcone shipyard became the leader with the constructions of 63 submarines of which 61 were delivered to the Royal Navy (including the four large ocean ones of the class “Admirals”).
The tragic end of the Second World War and the subsequent peace treaty blocked the production of submarines in Italy.
In fact, its clauses prohibited to Italian Navy to possess and to build submarines. With the Italian accession to NATO this block was over and Italy started to acquire new units after the beginning of the reconstruction of the submarine fleet thanks to the sales by the United States of their old units. From the Mid-Sixties submarine construction in Monfalcone started again with the construction of four units of the class “Toti”, all delivered in the course of 1968.
In the Seventies began the studies for a new class of larger units, this activity led to the order to Monfalcone shipyard of “Sauro” class of which the first two were part of the first ones delivered between 1979 and 1980.
Later other three pairs of submarines of this class (II, III and IV series) were completed between the Eighties and the first half of the Nineties. That guaranteed a significant continuity on the orders of this type of this unit about Monfalcone shipyard.
With the delivery of “Gianfranco Gazzana Priaroggia” in 1995 ended the activities of the military section of the plant in Panzano, in fact, with the explosion of the orders for cruise ships, it was decided to concentrate the activities on the exclusive production of “white ships”. Following this decision, the line plant was transferred to Muggiano plant which resumed after about sixty years to build submarines. Delivery between 2006 and 2007 for ships of class U212A, “Salvatore Todaro” and “Scire”, allowed the yard to reach the significant break record of 100 made ​​submarines. With the recent contract for two more units of this class Muggiano is prepared for a new challenge in the field of military construction that will surely be able to win thanks to the know-how acquired in these years.

Written by Matteo Martinuzzi,
published on Fincantieri News (September 2008).

Traduzione Serena87

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Published in: on novembre 27, 2011 at 1:36 pm  Lascia un commento  
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